19.9.2 rlogin, rsh e rcp
Il comando rlogin (man page rlogin(1)) permette di avviare una sessione di terminale su
una macchina remota, utilizzando il meccanismo di autenticazione rhosts standard di
Berkeley. Il comando rlogin è un client del servizio gestito dal daemon rlogind ?? che
generalmente rimane in ascolto sulla porta 513.
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Comando: rlogin
Path: /usr/bin/rlogin
SINTASSI
$ rlogin [option] host
DESCRIZIONE
-
option indica la modalità di funzionamento di rlogin. Può assumere i seguenti
valori:
-
-8 indica di considerare sempre la codifica delle informazioni a 8 bit
(per default i bit di parità vengono tolti tranne quando i caratteri si
inizio e fine del sistema remoto sono diversi da ?);
-
-E indica di non considerare nessun carattere come un codice di escape;
-
-L indica di far eseguire la sessione in modalità “litout” (v. man page
tty(4));
-
-d indica di abilitare il debug per i socket TCP utilizzati per la
comunicazione (v. man page setsockopt(2));
-
-e char
specifica il carattere da utilizzare come codice di escape, che può
essere espresso in forma letterale o per mezzo del suo corrispondente
valore ottale nella forma ‘\nnn’, dove nnn è un valore numerico di tre
cifre (per default viene utilizzato il carattere ‘~’);
-
host è l’indirizzo del sistema remoto;
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Ad esempio, il comando
$ rlogin 192.168.1.15
permetterà di aprire dal sistema considerato, una shell sulla macchina remota identificata
dall’indirizzo IP 192.168.1.15.
È possibile far eseguire un comando su un sistema remoto, per mezzo di rsh
(man page rsh(1)). Anch’esso è un client del servizio gestito da rlogind ?? (porta
513).
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Comando: rsh
Path: /usr/bin/rsh
SINTASSI
$ rsh [option] host [cmd]
DESCRIZIONE
-
option indica la modalità di funzionamento di rsh. Può assumere i seguenti valori:
-
-d indica di abilitare il debug per i socket TCP utilizzati per la
comunicazione (v. man page setsockopt(2));
- -l username
specifica lo username con il quale autenticarsi sul sistema remoto (per
default viene utilizzato lo username utilizzato sul sistema locale);
-
-n indica di redirigere l’input dal file /dev/null;
-
host è l’indirizzo del sistema remoto;
-
cmd è il comando da far eseguire sul sistema remoto. Se non viene specificato, rsh
effettua un collegamento con il sistema remoto con rlogin;
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Ad esempio, il comando
$ rsh 192.168.1.15 ls
eseguirà il comando ls sul sistema remoto identificato dall’indirizzo IP 192.168.1.15.
È possibile copiare i file tra due sistemi per mezzo del comando rcp (man page rcp(1)).
Tale comando è un client del servizio gestito dal daemon ??? che di norma rimane in ascolto
sulla porta 514.
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Comando: rcp
Path: /usr/bin/rcp
SINTASSI
$ rcp [option] file1 file2
DESCRIZIONE
-
option indica la modalità di funzionamento di rcp. Può assumere i seguenti valori:
-
-r nel caso in cui file1 sia una directory, indica di copiare ricorsivamente
tutti i file e directory in essa contenuti (file2 deve essere una
directory);
-
-p indica di preservare le date/ore di modifica dei file ed i loro permessi
di accesso;
-
file1 è il nome del file da copiare;
-
file2 è il nome del file o directory di destinazione;
file1 e file2 possono essere espressi con la sintassi
[[r_username@]r_host:]path
dove
-
r_username
è lo username con i quale autenticarsi sul sistema remoto;
-
r_host è il nome del sistema remoto (o il suo indirizzo IP);
-
path è il percorso del file o directory da considerare;
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L’autenticazione effettuata da rcp sul sistema remoto avviene per mezzo di
rsh.
[da completare ...]