15.2.1 L’interprete
L’interprete è un programma in grado di tradurre in linguaggio macchina e fare eseguire un
file sorgente scritto in un particolare linguaggio di programmazione. Ovviamente ogni
interprete sarà in grado di tradurre i programmi scritti nel linguaggio di programmazione che
esso comprende.
L’interprete legge, traduce e fa eseguire alla CPU le istruzioni presenti nel file sorgente,
una dopo l’altra. Questo implica il fatto che è necessario che l’interprete sia presente ed in
esecuzione sul sistema ogni volta che il programma deve essere eseguito, poiché altrimenti la
CPU non sarebbe in grado di eseguire il file sorgente: è scritto in un linguaggio che essa non
comprende.
Di seguito sono elencati i vantaggi e gli svantaggi dell’utilizzo di un interprete
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• l’interprete deve necessariamente essere eseguito ogni volta che deve essere eseguito
il programma;
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• durantre l’esecuzione del programma la memoria del sistema viene occupata sia
dall’interprete (che deve essere necessariamente eseguito) che dal programma da
eseguire;
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• poiché l’interprete traduce e fa eseguire alla CPU istruzione per istruzione il
programma, il tempo di esecuzione di ogni istruzione è sovraccaricato dal tempo di
traduzione dell’istruzione stessa. Il risultato è quello di avere tempi di esecuzione
più alti rispetto a quelli effettivamente necessari all’esecuzione dell’istruzione da
parte della CPU;
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• l’utilizzo dell’interprete rende molto snella ed immediata la gestione della
correzione e verifica dei programmi in fase di test;
[da completare ...]